Il metodo
Come funziona
Due parti distinte. Una si fa una volta sola, all'inizio. L'altra non finisce mai: è il ritmo che tiene in piedi la prima.
La mappa
I sette moduli
Sono il dettaglio dei cinque principi: ogni modulo produce un oggetto che si usa in riunione.
M1
Ruoli e deleghe
Chi risponde di cosa, oggi
M2
Processi
Dove nascono i numeri
M3
Obiettivi e numeri
Cosa conta quest'anno
M4
Azioni
Cosa c'è davvero da fare
M5
Ritmo e decisioni
Quando, e con chi
M6
Crescita delle persone
Chi deve crescere, e verso cosa
M7
Cruscotto delle dipendenze
Quanto dipende ancora da te
Prima parte
Si mette in moto, una volta
Partiamo da una fotografia
Mappiamo chi risponde di cosa oggi — non come vorresti che fosse — e misuriamo il punto di partenza: quanti ruoli ricopri tu, quante cose si fermerebbero se una persona mancasse due settimane. Sono i numeri con cui, fra dodici mesi, confrontiamo il risultato.
Scriviamo un piano che si può verificare
Da tre a sette obiettivi per l'anno, ciascuno con un numero e un trimestre in cui va raggiunto. Lo scrivi tu, da solo — il gruppo lo mette alla prova dopo, non lo vota: chi deve rispondere di un numero deve essere anche chi lo ha scritto.
Il lavoro si assegna, non si dichiara
In una riunione con tutto il gruppo dei responsabili, il piano diventa lavoro: da tre a sette azioni a testa per il trimestre, ciascuna con un nome e una data. Da lì in poi tutto quello che succede — un problema, un'attività, un'azione — ha un posto dove essere scritto e un proprietario dichiarato.
Un cruscotto di pochi numeri
Da cinque a dieci indicatori in tutta l'azienda, mai di più. Ognuno risponde a una domanda sola: quale numero, letto ogni lunedì, ti avviserebbe tre settimane prima che qualcosa non funziona? Fatturato e margine non entrano: dicono cosa è già successo, quando è tardi per intervenire.
I processi dove nascono i numeri
Mappiamo due o tre processi core — quelli per cui il cliente paga l'azienda — con un'attenzione sola: nei punti dove il lavoro passa da una persona all'altra, chi riceve ha un nome. È lì che nascono quasi tutti gli attriti ricorrenti, non dentro i singoli passaggi.
Seconda parte
Il ritmo che non si ferma
Quattro riti, sempre gli stessi, sempre allo stesso orario. Non aggiornano un archivio: tengono in vita quello che la prima parte ha messo in piedi.
La cadenza dell'anno
46 settimane
Settimanale
Trimestrale
Semestrale
Annuale
Il ritmo è lo strumento: 46 riti settimanali, 4 sessioni trimestrali, 2 colloqui di sviluppo, 1 revisione annuale. Sempre gli stessi, sempre allo stesso orario.
Ogni settimana, novanta minuti: non un giro di aggiornamenti, ma lo spazio per togliere di mezzo ciò che blocca le azioni del trimestre.
Ogni trimestre, una giornata: si chiudono le azioni, si aprono le prossime, si guarda se gli obiettivi dell'anno sono ancora raggiungibili, si rivedono i ruoli toccati dalle decisioni.
Ogni trimestre, un colloquio individuale per persona: quindici minuti su cosa va e cosa non va, e una volta su due quarantacinque sul suo sviluppo.
Ogni anno, due giornate: si rivede l'anno concluso, si fa la SWOT e si scrive il piano successivo — davanti agli stessi numeri con cui si era cominciato.
La prova
Un solo numero conta davvero
Ogni trimestre, la stessa domanda su ogni decisione chiusa: poteva chiuderla qualcun altro? È la sola misura che il metodo mette in vetrina — non fatturato, non soddisfazione, non promesse.
Funziona anche su carta
Nessun software da imparare, nessun gestionale da aggiornare. Il sistema si regge su pochi fogli — la dashboard con i numeri della settimana, le azioni del trimestre, la lista delle criticità — che si compilano a mano, in riunione. Se un giorno vuoi digitalizzarlo, lo fai perché lo hai già capito usandolo su carta, non il contrario.
Come si comincia
Tre passi, e il primo non costa niente
Non si entra da un preventivo: si entra da due numeri che puoi guardare subito.
Checkup operativo — 60 minuti, gratuito
Una videochiamata. Ne escono due misure: quante responsabilità fanno capo solo a te, e quanti processi si fermerebbero se una persona sola mancasse due settimane. Sul secondo due o tre nomi ce li hai già: il checkup conta quelli che restano fuori, perché si parte dall'elenco dei processi e non dalle persone. Per questo bastano sessanta minuti.
Diagnosi — una giornata, 1.900 €
In azienda. Alle due misure si aggiunge la terza, la dipendenza decisionale: richiede di guardare le decisioni una per una, ed è il motivo per cui serve una giornata e non un'ora. Esci con la mappa dei ruoli, il funzionigramma e il quadrante di cessione. Il costo si scala interamente sul percorso.
Percorso — un anno
Il sistema si costruisce col gruppo dei responsabili e comincia a girare. Dal secondo trimestre le tre misure si rilevano di nuovo, e si vede se sono scese.
Percorso del progetto
1
Diagnosi
Una giornata in azienda: mappa dei ruoli, funzionigramma e le tre misure di dipendenza. È la fotografia della partenza, quella contro cui si confronta tutto il resto.
2
Focus Day
Mappatura delle responsabilità, definizione degli obiettivi e selezione dei numeri operativi e delle azioni principali.
3
Lancio del ritmo
Avvio delle riunioni e tracciamento continuo dell'esecuzione a 90 giorni.
4
Autonomia completa
L'azienda lavora con cadenza trimestrale e annuale in modo autonomo e prevedibile.
Il percorso lo conduco io — trainer, coach e consulente. Nelle prime settimane sono in stanza a ogni rito; poi mi stacco dal settimanale e resto sulle sessioni trimestrali e annuali. Il sistema deve reggere anche senza di me, prima ancora che senza di te.

Parliamone.
Sessanta minuti, gratuiti, e due numeri che prima non avevi: quante responsabilità fanno capo solo a te, e quanti processi si fermerebbero se una persona sola mancasse due settimane. Se poi ha senso andare avanti, il passo dopo è la diagnosi.